Questo è stato detto nell'omelia del funerale di Francesco Cossiga. Sì, picconava, si faceva beffe del potere, rilasciava dichiarazioni a nastro in cui mischiava verità e menzone, calunnie e fatti che ormai poc'altri sanno (al funerale avrei squadrato bene Andreotti, concedetemi). Ma quelli come me sono troppo giovani per aver vissuto o anche ricordare qualcosa della splendida eopea di questo ex ministro degli interni (durante il caso Moro), questo ex presidente della Repubblica (dopo Pertini), questo uomo di potere.
Troppo giovani, non li abbiamo vissuti quegli anni, ed ora è tutto così diverso.
Era un uomo amorevole però, così si è detto, sembrava un mistico quando da giovane andava a pregare in chiesa. Era un uomo amore, sì.
Ed infatti nell'autunno 2009 così si pronunciava:
"In primo luogo lasciare perdere gli studenti dei licei, perche' pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito...''. ''Lasciar fare gli universitari, Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle universita', infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le citta'''. ''Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovra' sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri'', ha affermato Cossiga. ''Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pieta' e mandarli tutti in ospedale - ha continuato - Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in liberta', ma picchiarli epicchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano''. ''Soprattutto i docenti - ha sottolineato - Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine si'."
Sì insomma, picchiare a sangue le maestre ragazzine. E gli studenti. E per chi era in piazza quei giorni, come il sottoscritto, è un po' difficile capire come queste esternazioni possano essere espressione d'amore. Non ce la faccio proprio a capire.
Ma insomma, lo sappiamo che la memoria in Italia non la caga nessuno, che dobbiamo aver pietà dei morti. Ma fino a che punto?
Questo era un buon programma, una canzone che gli dedichiamo, sempre con molta ironia.






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