domenica 22 agosto 2010

Post-ferragosto

Torno a scrivere dopo un sacco di tempo. Scrivevo di più, l'anno scorso in questi stessi giorni. Ma ci voleva una pausa, da maggio in poi mesi troppo pieni per scrivere qualcosa di significativo, c'è bisogno di attenzione anche per le singole virgole, per non svuotare ciò che stai vivendo e sentendo vergando pensieri banali e copia-incolla sul tuo schermo bianco.

Non che mi illuda, non so a quanti importasse di ciò che si trova scritto su questa pagina e su http://fratture.blogspot.com/, ma alla fine quando apri una sorta di blog, cominci a tenerci, perchè è una cosa che per quanto "poca" fatica costi mantenere, hai deciso di riversarci del tuo. Di cominciare a far sentire la tua, e per pochi che possano sentirla, non è una cattiva sensazione.

Presuntuoso, in cerca di facili complimenti, ragazzo impegnato, cazzaro sparacazzate, se ne possono dire tante e quando se ne dicono allmeno sai che hai mosso qualcosa.

E' una bella sensazione. Mentre scrivo è pure finito il disco dei Black Flag, "Damaged", che avevo messo su. e me ne sono accorto alla fine della frase precedente. Bene vuol dire che sono concentrato su ciò che scrivo. Toh, è partito "Plans" dei Dinosaur jr. Vorrei vederli in concerto un giorno e scrivere anche del loro concerto.

Well I followed you at times

things that touched me slipped my mind

If you'll help me then I'll try

Then I'll believe it

I need time, could you explain

I've been caught up in my pain

And it's really not the sameYou can see it

C'è bisogno di tempo, per non svuotare ciò che vivi, svilirlo, provando a scriverne senza riuscire a cavarne qualcosa. L'amore, i momenti che vivi, l'amicizia ti richiedono al 100%. Vanno gustati, assaporati come l'ultimo sigaro che venerdì sera un mio amico è andato a farsi mentre si parlava di quant'eravamo mona al liceo, e di quanto ci siamo divertiti adesso, che ci divertiamo anche adesso a raccontarlo, nonostante la sessione autunnale all'università, nonostante il tipo della finanza che con cordialità ti saluta bestemmiandoti addosso al posto di blocco.

Ho commesso un errore da principiante, di quelli che il professore di italiano ti marchia con un quattro. Ho probabilmente fatto un introduzione più lunga di ciò che volevo parlare. Ma d'altronde è appena passato ferragosto, sono tornato da una settimana dal campo con i bambini, da due sono tornato da Parigi e ancora non posso dire che "non vivrei da nessun'altra parte", dico che ci tornerei appena ne avessi la possibilità.

E' ferragosto e noi ci preoccupavamo delle strade intasate e del tempo e dell'afa, e del ristorante che diamine dovevamo prenotarlo. e ora che si fa? Il che si fa se lo saranno chiesti anche i clandestini rinchiusi nei centri di permanenza temporanea in attesa di un rimpatrio. Qualcuno è salito sui tetti, qualcuno si è rotto le scatole di stare in 40 in stanze da 8. E dire che sono cose che si sanno, Fabrizio Gatti de L'Espresso c'ha scritto un libro-reportage stupendo, "Bilal", Indymedia e peacereporter lo scrivono ogni santa settimana, eh se vabbè, idiota di Cappellaro.

http://piemonte.indymedia.org/article/9679

Ieri era ferragosto, ci preoccupavamo del tempo. Oggi di cosa ci preoccupiamo? Io mi preoccuperò di ciò che scriverò nel prossimo post, tra le altre cose, probabilmente. Ma ci sono tante altre cose, degli amori adolescenti che nascono sulle spiagge, delle ragazzine che scoprono quanto sono fighi i ragazzi dell'ombrellone o della stanza accanto, di noi che ci ricordiamo di quand'avevamo l'età delle ragazzine, e in fondo queste sono le cose del Ferragosto provinciale, che non c'abbiamo molto altro. Ovvero, non abbiamo molto altro che sia poetico.

E allora la buttiamo in poesia, per così dire, senza le stonature che che un articolo può farti sentire dentro.


L'arte di niente.
Sperando via sia piaciuto il comeback, riapro la bottega di Fratture.

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